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giovedì 10 febbraio 2011

Oltre l’Individualismo ( di Metodio )

Fonte: Caritas Ticino


Il Capitalismo ha vinto il Comunismo Sovietico ed è ora aggrappato al Comunismo Cinese per non crollare. La Cina possiede quantità enormi di Bond statunitensi (585 miliardi di $) e quantità considerevoli di Bond Europei: se andasse all’incasso si trasformerebbero in carta straccia, come i famigerati Bond argentini.Il Debito Pubblico italiano è di € 1.813.000 milioni di € ( Aprile 2010), (oggi: quasi 2 milioni di milioni €) (= 2 000 miliardi)Il Debito Pubblico Greco, del quale si è tanto parlato, è di € 350 miliardi (1/5/2010)

Debito Pubblico argentino  $ 181,2 miliardi al momento del catastrofico fallimento statale (20/6/2006).Debito Pubblico statunitense al 1/6/2010 era di 13.000 miliardi di $ (10.000 miliardi di €)
Gli altri stati industrializzati sono in condizioni analoghe.
Fra le cause di questa situazione assurda si può mettere, sul piano comportamentale del cittadino del mondo “sviluppato” (I mondo), un improbabile miscuglio di individualismo esasperato e di consumismo. Improbabile perche l’individualismo  enfatizza il valore dell’individuo rispetto a quello della comunità, mentre il consumismo induce l’individuo a fare quello che gli altri vogliono.



Joseph Stiglitz ex economista capo della Banca Mondiale scrive:”Siamo andati ben avanti su una strada alternativa, creando una società in cui il materialismo ha il sopravvento sull'impegno morale, in cui il rapido sviluppo che abbiamo ottenuto non è sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale, in cui non operiamo tutti assieme come società civile per far fronte ai bisogni comuni, in parte perché un feroce individualismo e un mercato fondamentalista hanno eroso il senso di appartenenza a un gruppo e hanno reso possibili un violento sfruttamento degli individui privi di protezione.
I Cristiani (e gli uomini di buona volontà) ritrovano questi stessi concetti, esposti in maniera più fiduciosa nell’ultima Enciclica sociale del Papa: “Caritas in Veritate”. Più fiduciosa, perché piena della consapevolezza che Dio agisce nella Storia, che ha dato la Vita, il Figlio, per la Salvezza dell’uomo, e non lo lascia solo, lo Spirito.
Però il Papa indica anche la strada che il Laico deve percorrere per uscire dal tunnel, lui con tutta la comunità: superare l’Individualismo, sconfiggere il consumismo, creare una comunità di amore.
Per il Laico-comune mortale influire sulle cifre della globalizzazione sembra velleitario, però in virtù del Battesimo e della sua partecipazione al ministero sacerdotale, profetico e regale del Cristo il suo impegno nella società deve essere segno di contraddizione. Il Laico non deve essere “confuso” nella massa, tipo camaleonte, che terminata la pratica religiosa, si rivela individualista (pur nella “sua” famiglia) come il resto del mondo. Il nuovo stile di vita, che tutti gli ultimi documenti pontifici ed ecclesiali di natura sociale, auspicano, deve essere improntato ad una rottura sostanziale con il modello sociale imperante, deve realizzare e testimoniare il vincolo della carità che anima la comunità cristiana (“guardate come si amano”) deve abbattere i consumi senza necessariamente rinunciare alle conquiste tecnologiche mettendole in comune e condividendole, deve evidenziare il “lavoro” come servizio al Bene Comune e promozione personale (per i giovani ed i meno giovani) svincolato dal compenso in danaro perché il compenso è elargito in servizi dalla Comunità.
Tutto questo è stato il modello sociale della prima comunità cristiana; è il modello che ispira le nuove comunità cristiane  nelle terre di nuova evangelizzazione; è il modello che ha ispirato la grande diffusione e colonizzazione del monachesimo benedettino, tanti monasteri che, nel Medioevo sono diventati il nucleo di aggregazione di nuove città; è il modello di nuove realtà di comunità di base che riuniscono tante famiglie in un centro comune, un clan dove vige il Bene Comune, anche finanziariamente.
Questo modello, per diffondersi, deve essere adattato alla dimensione cittadina, che è quella che nel nostro I Mondo raccoglie la stragrande maggioranza della popolazione.  Una comunità di comunione dei beni vive in un complesso abitativo dove i servizi (mensa, lavanderia, asilo-nido, scuola,intrattenimento, pulizie) e la manodopera (compresa la manutenzione) sono in comune; dove la preghiera e la fede comune danno un significato ed una spinta  alla rinuncia all’Individualismo egoista.
La cultura odierna è aliena da un simile stile di vita, che va abbracciato, per essere efficace, con convinzione e fede. La convinzione trae forza dall’assurdità della situazione finanziaria a scala nazionale e globale, ma anche dall’assurdità della distribuzione e limitatezza delle risorse globali. La fede si alimenta dalla volontà di testimoniare una carità solidale e praticata in dimensione sociale alle persone delle altre religioni più visibili nella scristianizzata cultura “occidentale”. Deve essere questo l’impegno educativo per preparare le nuove generazioni di Laici.

Di Metodio

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